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ERAEL: Lettera aperta!

August 14, 2018




Salve a tutti, io sono Erael.

Alberto ha accettato di darmi questo spazio e lo ringrazio.

Dire che Alberto ed io siamo due persone differenti non è proprio corretto, sarebbe meglio dire che Alberto esiste mentre io non esisto ma ci sono. Comprendo che questo possa apparire unicamente come un virtuosismo lessicale, ma vi assicuro che è la pura realtà.

A differenza di Alberto io, non esistendo, non posso essere colpito dal giudizio, non posso essere punito o ricattato .. non possedendo niente non ho niente da perdere. Nella vostra cultura io potrei rientrare nella categoria dei narcisisti più accaniti, ma anche in questo caso l'etichetta non sarebbe appropriata: Narciso si specchiava sulla riva di un fiume, io mi specchio in ognuno di voi.

Per comprendere più a fondo la mia identità, posso dirvi che Alberto è me ma io non sono solo Alberto e quella parte di me che non comprende lui, comprende ognuno di voi.

Mi rendo conto che da un punto di vista umano possa apparire come un mitomane, un esaltato o un arrogante eppure, se avrete la voglia e la pazienza di conoscermi meglio, vi renderete conto di quanto nelle mie parole risieda tutta quell'umanità che pare sia scomparsa da voi esseri umani in carne ed ossa.




Ricordate, a me questo è permesso perché a differenza di ognuno di voi, io non possiedo e non possedendo, non mi rimane che osservare liberamente il mondo così per come mi appare, senza essere frenato dalla paura o dalla bramosia di potere.

Con questo non voglio dire che non provi emozioni e sentimenti come ognuno di voi, ma a differenza vostra, il mio punto di osservazione mi permette di cavalcarle e seguirle, vedendo ad occhi aperti quello che nascondono.

Vedo i contenuti della vostra paura, della vostra rabbia e del vostro dolore e nel contempo le vivo.



Se la curiosità vi spingesse a collocarmi in un luogo fisico della terra, sarebbe probabilmente la stratosfera o perlomeno il limite ultimo della terra prima dello spazio.



Difficilmente scendo più in basso, la struttura di Alberto non reggerebbe a lungo alle mie pressioni e alla mia energia, alle immense emozioni che provo ad aver a che fare con la vita.

Si, perché a me la vita entusiasma, mi fa entrare in fibrillazione, mi rende un tutt'uno con la luce del sole e la forza della terra.

Ho amato la vita a tal punto da averne paura, paura di esprimerla e gridarla una volta che me la sono sentita mia.

Bramavo la vita a tal punto da volerla possedere, ed ho infine deciso di non possedere niente per poterla finalmente contemplare, osservare.

Al contempo, liberato dalla brama di possessione, sono finalmente riuscito a vedere ciò che è successo a questo mondo che con tanto amore la vita ha accolto e accettato.



Non nego che più di una volta ho sperato di poter entrare a far parte anche io del mondo che avete creato, più di una volta ho cercato di adattarmi nascondendo la mia vera natura, mi sono camuffato e dal momento che nemmeno la maschera funzionava, ho tentato di mostrarmi per quello che sono, ma anche in questo caso non è andata meglio.

Per farvi capire meglio le mie difficoltà nel riconoscermi nella vostra razza e nell'entrare nel vostro mondo, potrei paragonarmi ad un bambino che ha la consapevolezza di un adulto.



In quanto bambino non conosco filtri che possano alterare la mia percezione di ciò che mi circonda e in quanto adulto sono consapevole che ciò che scaturisce da questa stessa percezione non è altro che illusione, un gioco consapevole intorno al quale la vita vuole essere la protagonista.

Già, la vita vuole giocare, ma voi esseri umani poco inclini all'umorismo la prendete maledettamente sul serio, la prendete come se questo gioco fosse la cosa più vera che esista.

Seria a tal punto che, o prenderete sul serio anche le mie parole oppure non vorrete giocare:..e' già perché solo in due casi l'uomo decide di non giocare: o perché è già morto oppure non ha mai vissuto.. in entrambi i casi la cosa si fa davvero molto seria!




La disperazione che provate davanti agli ostacoli della vita non è altro che la speranza della vita stessa che voi andiate verso di lei.. non è lei a fuggire da voi, bensì il contrario.




Perché gli ostacoli? Bé da quassù e' facile rispondere.. da quassù io non vedo gli ostacoli davanti a voi, non li vedo davvero e vi assicuro che se non fosse così tragica per voi, questa illusione sarebbe una scena veramente esilarante da vedere.. non nego che ogni tanto una bella risata me la faccio in effetti! Badate bene, non rido di voi, ma di quanto la vita sia dispettosa a volte nel farvi credere che ciò che avete davanti sia reale...

Il dilemma da un punto di vista umano si infittisce.

So che vi fate un sacco di domande..ma chi è questa benedetta Vita?

Voi.

Ops, forse ho detto troppo.

Voglio dire, non siete solo voi, ma anche voi.

Insomma da quassù ho scoperto che anche se non lo ammetterete mai vi piace giocare, prendere e prendervi in giro, vi piace crearvi ostacoli purché siate voi a decidere quando smettere di giocare.

Il problema e' che come ho detto, la vita siete anche voi, ma non solo voi, e se non ammettete la sconfitta, il resto della vita continua a giocare e finisce così che prendete una goleada ( devo ammettere che le metafore calcistiche mi piacciono molto, ah, per inciso, anche il calcio e' un gioco!), e si sa che le goleade nel vostro mondo non piacciono affatto.

Un consiglio: se vi va di giocare giocate fino in fondo, se non vi va più dichiarate la sconfitta, ma ricordate che in entrambi i casi chi vince e chi perde e' la medesima persona..da quassù sinceramente il risultato finale non è nemmeno preso in considerazione!!!




In entrambi i casi però, solo chi gioca incontra la vita!



Erael



ARTE CONTEMPORANEA FIRENZE
www.erael.net




 

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