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Dentro un centro CAS

March 14, 2017

 

Sto a stretto contatto 5 giorni su sette con ragazzi immigrati e non nego che mi sono chiesto molte volte che cosa ci sia di vero nei loro racconti, nei loro drammi e nelle loro memorie.. Mi sono chiesto se è davvero così tragica la situazione o se al contrario non sia un mezzo (il dramma) per ottenere ciò che vogliono.. Mi sono chiesto tutto questo per diverso tempo, fino a quando non ho cominciato a guardare oltre le loro parole..osservandoli nella quotidianità mi ...sono reso conto che i loro sguardi cambiavano terribilmente nel momento in cui pensavano di non essere visti, il loro viso si ricopriva di una malinconia e un dolore del tutto nuova per me e quasi sconosciuta.. Dolore che scompariva immediatamente non appena si rendevano conto di essere osservati.. Per un po di tempo non ho capito fino in fondo questo atteggiamento poi ho purtroppo compreso: il loro sorridere, apparire forti, senza un passato da piangere o un futuro da elemosinare non era altro che un loro modo per adattarsi a noi.. Sanno bene che nessuno vuole intorno a sé persone troppo disastrate dalla vita, troppo addolorate dalle perdite o troppo spaventate dal futuro.. Lo sanno bene loro che più appaiono come noi ci aspettiamo che siano più probabilità hanno di sopravvivere.. Appena ho affrontato la paura di conoscerli veramente, la loro maschera è caduta e non nego che anche la mia forza ha vacillato: ho scoperto ragazzini poco più che ventenni che hanno passato un'esistenza talmente devastata da togliere il fiato, ragazzi che raccontano la "verità " quasi sussurrandola come per non urtare troppo la nostra sensibilità, quasi chiedendo scusa per ciò che raccontano, come se non avessero il diritto di dirla loro quella verità..una verità ben più amara e dolorosa di quella raccontata nelle storie stereotipate che gli hanno insegnato per poter avere una minuscola speranza in più di avere una protezione internazionale.. Già perché in Italia ora, se sei un immigrato perseguitato puoi restare, ma se sei una persona stuprata da un'esistenza senza dignità,   non hai nessun diritto ..nemmeno quello di sperare in un lieto fine..

 

 

Si uccide in molti modi e quello di farlo attraverso l'azzeramento della dignità di un essere umano è stato il primo passo anche per Hitler.

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