Living Art- La mia prospettiva (Alberto Cecchini)

"..è così che immagino la Living Art prenda forma, mettendo insieme tutte quelle tracce, graffi e carezze e ditate e morsi che la vita ti mette sul cuore, mettendo insieme tutta questa faccenda intricata dell'esistenza, accumularla poi nelle mani e riversarla sulla tela..." 
                                                                                                 (Silvio Oliva)
 
Living art e' un'arte  che prende forma dalla vita quotidiana, si immerge in essa e crea immagini metaforiche che riflettono la trasformazione qualitativa di un'esperienza completamente accettata e vissuta.
Porsi di fronte ad un'opera della Living Art equivale a porsi di fronte ad una scena della vita quotidiana che ha assunto forme e colori totalmente nuove e inaspettate. 
 
L'arte vivente che prende forma da questa concezione di pittura e' un'arte dinamica, tesa costantemente alla trasformazione e all'equilibrio.
Le opere assumono le caratteristiche contraddittorie  e mutevoli dell'essere umano  e la loro comprensione non può che essere proporzionale alla comprensione dell'essere umano stesso.
 
I postulati sulla quale si basa la living art  sono in primis il libero arbitrio di ciascuna persona davanti alle prove che  la vita pone, la capacita' dell'essere umano di trasformare la propria percezione personale creando nuove prospettive, nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della  realta' e infine l'indefinibilita' di una verita' assoluta al cospetto di un'assoluta verita' personale.
 
Distingue il relativismo dalla verita' personale , definendo volutamente quest'ultima come "assoluta", in quanto presente in ciascun essere vivente, dal lombrico all'essere umano e trova nell'accettazione e nel rispetto delle diversita' la verita' sociale piu' alta. 

Biografia di Alberto Cecchini

Dopo aver conseguito la laurea in Psicologia ed essersi  specializzato come Psicoterapeuta,   Alberto Cecchini si distacca dal proprio percorso strettamente terapeutico e, utilizzando l'esperienza decennale acquisita nel campo umanistico,  si immerge pienamente nella dimensione artistica, verso una ricerca costante della propria specifica visione e del proprio stile pittorico. 

 

Dopo diversi anni di ricerca diviene sempre più  consapevole del suo personale movimento artistico, sfociando in quello che lui definisce il filo conduttore che racchiude pienamente tutto il suo percorso: la Living Art. 

                                               Psicologia applicata all’arte


                                                                                  (Di Alberto Cecchini)


 

La psiche è un sistema complesso, ma come tutti i sistemi segue regole ben precise: conoscerle e saperle
rispettare, può dare al creativo quella marcia in più in grado di scegliere come e quando decidere di
infrangere tali regole, per andare verso una visione creativa libera e strettamente connessa alle aspirazioni
artistiche individuali.


Utilizzare le conoscenze della psicologia e della psicoterapia per favorire il processo artistico ed espressivo,
è l'elemento cardine del lavoro che svolgo quotidianamente e l'aspetto che tende a dare all'opera quella
vivacita' narrativa tipica dell'introspezione. Per i non addetti ai lavori sarebbe più semplice dire che l'opera e
l'artista si fondono costantemente in un viaggio di incontri tra mondo interno e mondo esterno, che invece di
essere selezionati, scelti e scartati, vengono riassunti in un'armonica narrazione dove bello e brutto si
intrecciano, allargando il campo del giudizio verso un più ampio concetto di bellezza: una bellezza non più
legata ai parametri di forma e\o sostanza, bensì a quelli di autenticità e consapevolezza dell'esperienza
creativa.


Non è semplice orientarsi nel mondo psichico, ma non si può prescindere da esso per creare: se la
creazione artistica non può che basarsi sull'intuito e la tecnica per poter giungere ad un risultato
soddisfacente, è altrettanto vero che queste non bastano da sole per attivare quella magia insita
nella dimensione artistica: per fare questo è necessario che la nostra mente sia disposta a "perdersi"
e per farlo, una delle tante regole del sistema psichico, è che conosca la via per ritrovarsi.
In alternativa a questo può venire in nostro soccorso una buona dose di follia, ma non tutti hanno
la fortuna di essere "folli" ed in ogni caso il prezzo da pagare per questa "fortuna" rimane comunque
altissimo. La follia però non è l'unica via per giungere alla dimensione artistica e la conoscenza
del nostro funzionamento psichico, può rappresentarne un’ottima alternativa!
Il prezzo da pagare?
Un’ enorme fatica..
Per mia esperienza comunque, ne vale di gran lunga la pena!

"PER ME FIRENZE ANDREBBE VISSUTA COSI' "

(Arte di strada in una città d'arte)

Immagine di copertina di Alberto Cecchini

"La lunga strada": mostra personale di Alberto Cecchini in occasione del convegno "L'intenzione e le sue forme"

Le relazioni interrotte

"Esiste un un luogo in cui le relazioni si interrompono, un luogo di dolore. Nascondere quel dolore o negarlo coincide quasi sempre con la fine, mentre visualizzarlo, dargli una forma, può rendere la relazione una strada ancora percorribile.
Una mostra di volti e di evocazioni in cui la living-art abbraccia gli strumenti della pop art non per diventare superficiale, ma per tornare in superficie.
Sarà presente Alberto Cecchini, autore delle opere esposte, che accompagnerà i visitatori in un viaggio visivo ma soprattutto narrativo.
Introdurrà la serata, Silvio Oliva, psicoterapeuta della Gestalt."


 

Dal tormento della psiche all'estasi

dello spirito

ANDREA DOMENICO TARRICO (Critico d'arte)

Nella mostra finale OLOGRAM. La Post-

Inumazione è considerata la mostra personale

AION.

 

La retribuzione luminosa,

in cui sarà protagonista il Dott. Alberto Cecchini

psicologo e psicoterapeuta che avrà voce in capitolo

per la psico – analisi dei lavori degli artisti

che vi prenderanno parte. La sua presenza sembra

proprio sintetizzare il lavoro svolto da me in

questi anni come ricercatore delle forme estetiche

contemporanee mosse dalla più volte citata

Teoria Sinaptica Essenziale.

La comparazione tra arte teologia, scienza, psicologia

ed esoterismo determina questa ricerca

sincretica tra discipline del pensiero che hanno

in comune una volontà comune: la verità. E

l’arte sembra il coefficiente perfetto per questa

sintesi comparativa.

 

Nelle sue opere il Dott. Cecchini

affronta proprio queste tematiche estrapolando

vettori dalla realtà di riferimento sino a

trasporne creativamente gli archetipi essenziali.

Laureatosi in Psicologia e specializzato in Psicoterapia

utilizza i suoi riferimenti culturali

come vettore essenziale per comunicare attraverso

il fare artistico e crea la Living Art, un movimento

artistico atto alla rivalutazione della vita

quotidiana mediante l’estrapolazione di codici e

linguaggi specifici non immediatamente riconoscibili.

Effetti spontanei che attraverso l’ausilio

di metafore indotte possono mettere in campo

tutta una serie di contraddizioni, paure od ossessioni

che costellano l’essere umano sino a risucchiarlo

nel vortice della realtà ordinaria.

I suoi postulati essenziali partono dal concetto di

libero arbitrio connotando alla verità personale

la priorità assoluta nel rispetto della diversità da

tutto ciò che ci circonda. Il suo capolavoro intitolato

Barca ormeggiata davanti a un buco nero

sintetizza queste connotazioni: su una macrocosmica

forma di esistenza alla deriva di un liquido

primordiale galleggia tutto il sapere odisseico

dell’uomo moderno. La barca costituisce tutto il

conoscibile attratto dalla potenza magnetica di

un buco nero prossimo a frantumarlo, distruggerlo,

annientarlo. In questo strazio della consapevolezza

risorge lo spirito, la forza di un’anima

progettata proprio per questo: una vitalistica

energia governata dall’amore consente al Creato

di esistere anche in prossimità del grande trasformatore

bio-nucleare. Da qui la morte diviene

vita, il bene ed il male coincidono e la grandezza

dell’effimero umano, piccolo essere del cosmo

si ingigantisce di una passione consapevole e

nasce il mito del figlio dell’uomo, l’homo Noetico.

Ma questa è un’altra storia e Torino è

già predisposta per la nuova sede di Rinascenza

Contemporanea in cui verrà affrontata

la linea gnostica della visione Sinaptica.

 

Galleria Rinascenza Contemporanea

Associazione Culturale

Via Palermo 140 – Pescara

“Aion - La retribuzione luminosa”

Mostra personale di Alberto Cecchini

Dal 3 agosto al 25 settembre

Info: 328 6979208

rinascenzacontemporanea.jimdo.com

www.corrieredellarteartisti.it/gallerie/

RinascenzaContemporanea

-"Il fiume dopo il nubifragio"-

(La mostra\intervista di Alberto Cecchini)

Di Silvio Oliva (Psicoterapeuta e amante instancabile dell'arte)

Perché poi, in fondo, è di bellezza che si tratta. Se tu entri in questa biblioteca la vedi, l’annusi, la senti. È dappertutto. Non puoi non percepirla. Perché la bellezza è prepotente. Anche se non ci stai pensando, anche se proprio non ti interessa quella ti viene addosso e ti sbatte nel cuore una felicità che poi difficilmente ti togli.

 

Così inizia “Il fiume dopo il nubifragio”, la mostra/intervista di Alberto Cecchini, nella biblioteca comunale il Porto, nel centro dei giardini di piazza Delia della Costa di Firenze.

Inizia immergendosi con violenza nel suo mondo, nella usa arte, in quella bellezza che ha deciso di regalare agli avventori. Musica tutt’intorno, i suoi quadri posizionati come in un abbraccio, bellezza ovunque tu direzioni i sensi. Alberto gira impaziente tra le sue opere, gli occhi vivi e ricchi di entusiasmo (e forse anche di un po’ di paura). Le domande dei visitatori scandiscono i suoi movimenti, così come le sue risposte cariche di tutta la passione per quelle che non sono solo opere della sua mano, ma pezzi di vita scaraventati là, a mostrare al mondo la sua carne, il suo sangue e le sue ossa. Il sole fuori ci regala una grazia speciale, quasi a dimostrarci che anche lui è dalla nostra parte, dalla parte della bellezza. L’aria accoglie i curiosi con dolcezza, insieme a un pezzo di Ivano Fossati che sgorga sereno dalle casse dello stereo. Fumiamo un paio di sigarette insieme, ci guardiamo attorno in attesa di veder scorrere il tempo, che magari ci dica di entrare e cominciare. Siamo entrambi impazienti. Non ci siamo preparati niente. Semplicemente un giorno, nel suo laboratorio di Firenze, ci siamo detti (non ricordo bene chi a chi): “facciamo un’intervista! Una cosa che racconti la tua arte e contemporaneamente dica alla gente che è la creatività che può salvare il mondo”. Forse non furono quelle le parole esatte, ma il succo, la sostanza era quella. “Mostriamo la bellezza e insegniamo che la bellezza è un mezzo per uscire dalla crisi”. Ed eccoci qua, a farlo davvero, con una presunzione da ventenni immersa nella saggezza dei nostri anni.

Ormai le sedie sono quasi tutte occupate, le bottiglie di prosecco sono state stappate e i quadri sono là, pronti ad essere raccontati dal loro padre/creatore, pronti a regalarci qualche altra ora di incantevole magia.

 

Ricordo la prima domanda (“qualcuno ha detto che l’arte è la prova tangibile che la vita non basta. Come ti poni rispetto a questa affermazione?”). Dopodiché non credo che riuscirei a fare una cronaca giornalistica dell’intervista.

È stato un viaggio psichedelico e avventuroso, tra citazioni colte di filosofi e scrittori, e racconti terra terra del marciume della vita. Parlare dei quadri di Alberto Cecchini, o meglio, parlare con lui della sua arte, della sua living art ha il sapore aspro delle periferie urbane e i colori tiepidi delle campagne toscane. Si sente fin da subito che tutte le sue risposte non sono semplici spiegazioni, ma veri è propri atti narrativi della sua vita. Si sente la malinconia dei ricordi, l’angoscia del futuro, la ferma quiete del presente. Le mie domande psicofilosofiche non fanno altro che accentuare quanta vita ci sia in tutte i suoi quadri. Che dolori, che tristezze, che esplosioni, un romanzo a puntate della vita di un artista, simile un classico di Dostoevskij o a un racconto di Stefano Benni. Ogni tela è ricca di presenze: persone e cose che hanno attraversato la sua vita (e in fondo la vita di tutti) lasciando in un modo o nell'altro una traccia sul suo cuore. Ed è così che immagino la Living Art prenda forma, mettendo insieme tutte quelle tracce, graffi e carezze e ditate e morsi che la vita ti mette sul cuore, mettendo insieme tutta questa faccenda intricata dell'esistenza, accumularla poi nelle mani e riversare sulla tela.

 

Le domande nascono complesse, ma Alberto le rende semplici con le sue risposte. Sembra non esserci esitazione nelle sue parole, come una poesia che ha imparato alla perfezione, e non perché se le sia preparate, ma semplicemente perché quando parli della tua vita e hai voglia di regalarne un pezzo non possono esserci difficoltà. Il pubblico è attento, si guarda intorno, guarda noi e ascolta; poi (finalmente) comincia a fare domande. "quando guardo quel quadro mi viene una grande angoscia", "non posso fare a meno di guardare quel quadro, mi dà una strana sensazione", " che bello quello, mi sembra uno vortice che...". Ed è questo l'effetto che fa perdersi nei quadri di Alberto. Come più volte ribadisce durante l'intervista "i miei quadri andrebbero guardati non solo con gli occhi, ma soprattutto con l'anima, correndo il rischio di perdersi, stando lì con il cuore aperto e vedere cosa succede". Ancora domande dal pubblico, l'atmosfera distesa e coinvolgente. Si parla d'amore, di figli, di sudore, di tempere a olio e strati di colore, di paesani, di stranieri, di viaggi mai fatti, di silenzi mai ascoltati. Sembra non esserci un filo conduttore, anche perché i fili sono tanti, intrecciati in un ricamo delicato e ruvido. Le opere sono intorno a tutti noi, costantemente protagoniste, sia quando Alberto ne parla direttamente svelando alcuni dei misteri che li avvolgono, sia quando non se ne parla. Stanno lì senza guardarci, a ricordarci di quanta arte ci sia bisogno perché la vita suoni come un'opera e non come un tonfo sordo e senza luce.

 

 

 

Sono passate due ore. La gente è rimasta lì fino alla fine. Comincio a sentire la stanchezza, voglia di tornare a casa, voglia di lasciare fluire tutte le emozioni vissute. Ringrazio il pubblico che mi ringrazia e non si alza. Poi guardo Alberto: anche lui ha gli occhi stanchi e felici. Mi sorride. Lo ringrazio. Mi giro ancora verso il pubblico che comincia lentamente ad alzarsi.

 

C'è un po' di nostalgia nell'aria, e non potrebbe essere altrimenti... Forse, da qualche parte dentro di noi, tutta questa bellezza ci mancherà...

I Luoghi dell'Anima

Galleria d'Arte Mentana

"Avvalendosi degli strumenti che la psicoterapia della Gestalt utilizza per l'indagine, l'autoapprendimento e l'incontro tra luoghi interni e luoghi esterni, l'Artista e Psicoterapeuta Alberto Cecchini, svolge un lavoro di consapevolezza del Sè che diventa arte e, in quanto arte, specchio del proprio mondo che si trasforma e si libera, rendendo all'opera i colori, le forme e la concretezza di un incontro scelto autenticamente."

Dal minuto 5:40

© 2019 by Alberto Cecchini. 

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